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LAVORO
30 aprile 2008
Festa dei lavoratori

Festeggiamo oggi il PRIMO MAGGIO,  festa dei lavoratori, e non necessariamente di chiunque abbia un lavoro; con l'auspicio, la speranza è sempre l'ultima a morire, che il lavoro venga finalmente tutelato, anzi VALORIZZATO, questo termine è più ampio, comprende infatti la tutela, ma anche la gratificazione, non solo economica, la sicurezza del e nel lavoro, la meritocrazia, la giustizia sociale e la giusta pensione.
Oggi dobbiamo festeggiare tutti I Lavoratori(con la maiuscola): l'operaio che lavora 12 ore al giorno per poter far studiare il figlio, l'insegnate che non solo insegna ma anche, e soprattutto "educa", il centralinista precario e sottopagato, il poliziotto che rischia la vita, magari facendola scorta a qualche magistrato, il medico che nelle ore libere studia, perchè sa che, per il bene del paziente, bisogna sempre aggiornarsi, l'imprenditore che rischia il proprio denaro creando ricchiezza, non solo a se stesso, e lavoro.

Per quanto riguarda l'operaio scansafatiche, l'insegnante che si fa palpare o si fuma canne davanti agli alunni, il centralinista che, con la scusa del"non c'è lavoro", continua a fare il figlio di papà, il poliziotto che usa il manganello sulle teste di poveri disgraziati per sfogare le proprie sfrustrazioni, il medico incompetente che non rilascia la fattura e considera i propri pazienti solo come utenti, l'imprenditore che sfrutta il lavoro operaio, non garantisce la sicurezza, non investe e passa le sue giornate a fare altro, magari il politico... beh questa gente HA un lavoro, ma NON SONO LAVORATORI.



BUON PRIMO MAGGIO!!


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POLITICA
30 aprile 2008
"La sedicesima legislatura" - Prima Puntata


Signore e signori, buonasera. Benvenuti alla prima puntata de “La sedicesima legislatura”. Lo spettacolo deve ancora iniziare ma già avete avuto un assaggio dell’ineguagliabile simpatia dei nostri comici. In questa nuova serie abbiamo voluto inserire qualche novità, visto che proprio il tema del nuovo è stato tanto acclamato in questi ultimi tempi, ma senza trascurare il livello di qualità dell’umorismo a cui vi abbiamo abituato e per questo tra i nostri comici, oltre alle vecchie conoscenze che hanno opportunamente rivisitato i propri personaggi e i propri repertori, ci saranno anche tanti volti nuovi, giovani promesse del cabaret nazionale.
Ma cominciamo col presentare alcuni dei nostri protagonisti. Avete già avuto modo di apprezzare in apertura i 14 minuti di monologo di Gianfranco Fini, che ha elogiato il 25 aprile e il 1° maggio e si è augurato di porre fine alle “morti bianche”, non che ci sia niente di ridicolo (anzi), ma la cosa divertente sta nel fatto che l’unico partito che nella campagna elettorale diceva queste cose è stato sbattuto via dal parlamento.
Poi avremo l’intramontabile Umberto Bossi che tutti ricorderete come “quello che ce l’ha duro” ma che ora vestirà i panni dello xenofobo guerrafondaio, con in braccio un fucile e (elemento di continuità rispetto ai precedenti personaggi) la camicia verde.
La “new entry” del nostro spettacolo si chiama Massimo Calearo, giovane imprenditore vicentino che impersonerà il disadattato facile alla noia che a qualsiasi situazione preferirebbe una bella partita a tressette.
E poi avremo tanti altri artisti che non vi sveliamo subito. Sappiate solamente che a tutto ciò farà da sfondo un corpo di ballo costituito da 70 elementi travestiti simpaticamente da delinquenti (di strada e di palazzo) e che animeranno le varie puntate muovendosi in una scenografia da America degli anni ’30.
Per ora è tutto, vi auguro buon divertimento…ne vedremo delle belle!!!

Manthix

POLITICA
29 aprile 2008
Vento forte da destra

Anche l'ultima roccaforte della sinistra è caduta: Roma è di Alemanno.
   Ma come mai la sinistra in Italia è oggi così debole? in molti ci hanno ragionato e molte sono le ipotesi. Forse è stata la nascita del PD? Non credo, penso invece che la presenza di un progetto nuovo e riformista sarà il trampolino per il rilancio della sinistra; magari qualcosa la si può imputare alla giovane età del soggetto politico.
   E' stata la scelta del leader? No, la scelta è stata quella giusta, chi altri avrebbe fatto le scelte coraggiose (correre da soli, sfoltire la schiera degli alleati, proporre un programma ed linguaggio nuovo e moderno) come ha fatto Veltroni? Non critico nemmeno il suo "maanchismo", inteso come la giusta sintesi,come rivisitazione del latino "in medio stat virtus", ma magari mi sbaglio ed è solo un modo, l'ennesimo, per costringere insieme un'accozzagia di idee diverse.
   E' stata colpa del mancato rinnovamento delle classi dirigenti? Nemmeno, guardate a destra,non cambia niente eppure stravincono.
   Anche l'idea di tenere lontana la SA non è stata sbagliata, non si può essere uniti solo sotto il vessillo dell'anti-berlusconismo, ci deve essere convergenza programmatica, cosa che nel governo Prodi non c'era; ed il fatto che, ai fini del PD, la scelta si stata quella giusta lo dimostrano i voti strappati proprio alla SA, magari inneggiando al voto utile.
  
   Il problema della sinistra è per me, invece, quello di non saper più parlare alle genti, i traguardi ottenuti dal governo Prodi (uscita dalla procedura di infrazione per debito eccessivo, lotta all'evasione, moratoria sulla pena di morte) non interessano gli italiani, che invece vogliono risposte su sicurezza, lavoro, stipendi, domande alle quali la sinistra non riesce più a rispondere, nei confronti delle quali non è più credibile. In questi anni abbiamo assistito a liti su PACS, DICO, TAV, DAL MOLIN, a leggi scellerate come l'indulto, a Mastella, perdendo ogni credibilità. La campagna elettorale è stata all'insegna del tono pacato, quando bisognava, invece, "mostrare le palle", che non vuol dire essere maleducati o volgari ma gridare a gran voce i propri programmi, rispondere alle accuse, attaccare i difetti della destra, senza paura dell'etichetta di antiberlusconiano, chi è di sinistra DEVE essere anti-berlusconiano.
Invece niente,immobilità. Siamo stati battuti da un giullare, venditore di favole, dalla persona che più di ogni altri dovrebbe essere accusata della rovina dell'Italia, dal Cainano che meno di ogni altri dovrebbe poter rispondere a domande su lavoro, sicurezza e stipendi.

   Guardiamo il bicchiere mezzo pieno,speriamo che questa doccia fredda svegli la sinistra.

MelGigi

PS. per quanto riguarda Roma credo che la colpa non sia solo del vento di destra che soffia oggi sull'Italia, ma soprattutto del candidatoPD: Rutelli, ma non ce n'era uno meglio? Prova ne sia l'elezione di Zingaretti alla provincia


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28 aprile 2008
ELEZIONI A ROMA
 Alemanno Sindaco di Roma:
... Dati definitivi ...
ALEMANNO----783.225    53,656 %
RUTELLI--------676.472    46,343 %
   


........CHE AMAREZZA!!!!!!!!!!!!!

KENNET83



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POLITICA
28 aprile 2008
Abolizione dell'ICI sulla prima casa
 

Non è stata certamente questa la promessa elettorale che ha fatto la differenza alle ultime elezioni ma ritengo comunque importante fare alcune delucidazioni a proposito dell’abolizione della tanto odiata Imposta Comunale sugli Immobili, l’ICI.
Innanzitutto è abbastanza ovvio che nessuno sulla faccia della Terra, di sinistra o di destra, può dirsi contrario all’abolizione di una tassa, ma quello che spesso non si considera è che dietro ad ogni imposta abolita si nasconde sempre qualche servizio negato. Quindi una giusta valutazione di una proposta come quella di abolire l’ICI sulla prima casa non può essere fatta se non ci viene detto anche quali servizi verrebbero tagliati. L’ICI è una tassa che garantisce ai comuni 2,3 miliardi di euro all’anno, somma non indifferente che nel caso in cui venisse a mancare costringerebbe le amministrazioni locali a tagliare le spese destinate ai servizi sociali, alla scuola, all’assistenza agli anziani e così via…(sempre che questo “buco” non venga coperto dallo Stato, e quindi comunque con i nostri soldi). Quello che mi chiedo è: veramente si è disposti a rinunciare alla qualità di questi servizi pur di risparmiare pochi spiccioli? Dico “spiccioli” perché per la maggior parte delle famiglie di questo si tratta. Infatti il calcolo della quota da versare è effettuato in base al valore del fabbricato (base imponibile), calcolato applicando alla rendita catastale rivalutata del 5% un moltiplicatore che per una normale abitazione è pari a 100. In questo modo, per una abitazione con rendita catastale pari a 500 euro la base imponibile sarebbe di 52.500 euro e di conseguenza, considerando un’aliquota del 5‰ (assolutamente nella media), l’imposta lorda sarebbe di 262,50 euro. A questa somma và detratta una certa quota stabilita dal comune che si aggira intorno ai 130,00 euro. In questo modo si pagherebbe una tassa pari a 132,50 euro all’anno.
Non è tutto, dalla finanziaria 2008, e quindi non per merito del Silvio nazionale, è stata introdotta un’ulteriore detrazione pari all’1,33‰ del valore imponibile e quindi nel nostro esempio dovremmo scalare 70 euro dalle 132,50 di prima che diventerebbero così 62,50 euro all’anno (5,20 euro al mese).
Come è evidente l’entità di questa tassa diventa abbastanza modesta rispetto all’importanza dei servizi sopra elencati. Certo, se si riuscisse a ridurre i tanti sprechi che in Italia ci sono si potrebbe continuare a garantire tali servizi e magari pensare di eliminare l’ICI ma finché non ci vengono spiegate le conseguenze di certe promesse allora ci conviene diffidare delle Vanna Marchi della politica.

Manthix


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SOCIETA'
28 aprile 2008
La dolce morte

In Spagna è stata recentemente approvata la normativa per la regolamentazione del TESTAMENTO BIOLOGICO: in poche parole l'eutanasia rimane illegale, ma si affida al paziente la libera scelta sulle terapie da somministrargli.

Poichè credo fermamente nel principio secondo il quale nessun uomo può indurre la morte di un altro uomo, valore alla base della mia contrarietà alla pena di morte, sono ugualmente contrario all'eutanasia intesa come pratica volta ad accellerare o provocare la morte premetura di un uomo, anche se malato terminale, anche se ormai senza speranza, anche se in preda ad atroci dolori (per questo bisognerebbe riformare la regolamentazione della TERAPIA DEL DOLORE a base di oppiacei, cannabinoidi,anestetici, ancora così arcaica).

Fermo restando ciò, e lo dico da studente di medicina con un briciolodi esperienza di malattia, sofferenza e morte, NON BISOGNEREBBE COSTRINGERE NESSUNO A VIVERE.

Porto ad esempio il caso Welby, anche se un po' datato, in quel casoun uomo distrutto dalla SLA,mantenuto in vita da un respiratore decise di sospendere la terapia che lo manteneva in vita e di andare incontro al suo desti già segnato, che sarebbe arrivato molto prima se non fosse stato per quella macchina. In più,  non credo per timore della "morte" ma del "morire", ha chiesto di essere addormentato, anestetizato, per non accorgersi delsuo morire, per non accorgersi dell'ossigeno che lascia il corpo, per non accorgersi della fame d'aria e dello strangolamento che gli ha provocato la morte.
Lo stesso papa Giovanni Paolo II, resosi conto della morte ormai imminente, poche ore prima di morire pregò i suoi medici di non accanirsi,cessare le cure e di essere riportato in Vaticano, e nessuno può chiamarla eutanasia...
Ecco perciò la mia idea: ognuno, personalmente se cosciente oppure lasciando le proprie volontà affidate ad un testamento biologico, in modo informato, scegliere a quali terapie sottoposi, fino a che punto lottare,quando è ilmomento di cedere alla grande mietitrice e, contemporaneamente, avere il diritto di nonn provare dolore, di andarsene nel modo più sereno possibile.
Certamente grandi interrogativi rimangono aperti:
- la nutrizione parenterale è terapia? forse per questa domanda non ci sono risposte oggettive ma solo soggettive, da affidare al proprio testamento
- come comportarsi con minorenni o con adulti che non hanno lasciato le proprie volontà?domanda delle domande, alla quale ogni risposta è sbagliata e giusta in egual modo, mi ripeto no all'eutanasia, ma costringere una persona allo stato vegetativo per anni non è forse tortura?

MelGigi

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SOCIETA'
27 aprile 2008
Ora d'aria

Dopo il V Day ho cercato in internet le risposte della stampa... l'informazione e i gionali sono stati attaccati come avranno risposto? Avranno smentito Grillo oppure cercato di infamarlo? Avranno dato il giusto spazio ad una raccolta di firme di iniziativa popololare e a 50.000 persone in piazza oppure silenzio?
Sono rimasto esterefatto, riporto un articolo del solito Travaglio su l'Unità che racconta meglio di come potrei fare io cosa è successo dopo il V2 Day

"Spiaceva quasi, l’altroieri, sentire l’intera piazza San Carlo che sfanculava ogni dieci minuti Johnny Raiotta, il direttore del Tg1 che fa rimpiangere Mimun. Troppi vaffa per un solo ometto. Poi però uno rincasava, cercava il servizio del Tg1 di mezza sera su una manifestazione criticabilissima come tutte, ma imponente, che in un giorno ha raccolto 500mila firme per tre referendum. Invece, sorpresa (si fa per dire): nessun servizio, nessuna notizia, nemmeno una parola.

Molti e giusti servizi sul 25 aprile dei politici, sulle elezioni a Roma, sul caro-prezzi, sul ragazzino annegato, poi largo spazio alle due vere notizie del giorno: le torte in faccia al direttore del New York Times e la mostra riminese su Romolo e Remo (anzi, per dirla col novello premier, Remolo). Seguiva un pallosissimo Tv7 con lo stesso Raiotta, Tremonti, la Bonino e Mieli che discutevano per ore e ore di nonsisabenechecosa. Raiotta indossava eccezionalmente una giacca, forse per riguardo verso il direttore del Corriere. Questo sì che è servizio pubblico. Così, nel tentativo maldestro di contrastare - oscurandolo - il V-Day sull’informazione, Johnny Raiotta del Kansas City ne confermava e rafforzava le ragioni.

E anche i giornali di ieri facevano a gara nel dimostrare che Grillo, anche quando esagera, non esagera mai abbastanza. Il Giornale della ditta, giustamente allarmato dal referendum per cancellare la legge Gasparri, sguinzaglia per il terzo giorno consecutivo un piccolo sicario con le mèches in una strepitosa inchiesta a puntate: “La vera vita di Grillo”. Finora il segugio ossigenato ha scoperto, nell’ordine, che Grillo: da giovane andava a letto con ragazze; alcuni suoi amici, invidiosi, parlano male di lui; la sua villa a Genova consuma energia elettrica; ha avuto un tragico incidente stradale; è genovese e dunque tirchio (fosse nato ad Ankara, fumerebbe come un turco); nel suo orto ha sistemato una melanzana di plastica; ha avuto un figlio “nato purtroppo con dei problemi motori” (il giornalista è un cultore della privacy); e, quando fa spettacoli a pagamento, pretende addirittura di essere pagato. Insomma, un delinquente. E siamo solo alla terza puntata: chissà quali altri delitti il Pulitzer arcoriano - già difensore di Craxi, Berlusconi, Dell’Utri e Mangano - scoprirà a carico di Grillo.
(ndr. filippo facci http://www.ilgiornale.it/la_aut.pic1?ID=3594)

Nell’attesa, il Giornale ha mandato al V2-Day un inviato di punta, Tony Damascelli. Il quale, mentre il Cainano riceve il camerata Ciarrapico, paragona Grillo a Mussolini chiamandolo Benito e poi si duole perché piazza San Carlo ha applaudito a lungo Montanelli (fondatore del Giornale quand’era una cosa seria) e Biagi, definito graziosamente “il grande disoccupato”. La scelta di inviare Damascelli non è casuale, trattandosi di un giornalista sospeso dall’Ordine dei Giornalisti perché spiava un collega del suo stesso quotidiano, Franco Ordine, spifferando in anteprima quel che scriveva all’amico Moggi. Siccome l’Ordine non è una cosa seria, lo spione non fu cacciato, ma solo sospeso per 4 mesi. E siccome Il Giornale non è (più) una cosa seria, anziché licenziarlo l’ha spostato in cronaca. E l’ha mandato al V-Day che aveva di mira, fra l’altro, l’Ordine dei Giornalisti. Geniale.

Il Foglio, per dimostrare l’ottima salute di cui gode l’informazione, pubblicava proprio ieri un articolo di Roberto Ciuni, ex P2. Ma, oltre ai giornalisti-cimice, abbiamo pure i giornalisti-medium. Quelli che non han bisogno di assistere a un fatto per raccontarlo: prescindono dal fattore spazio-temporale. Il Riformista, alla vigilia del V-Day, già sapeva che sarebbe stata una manifestazione terroristica, “con minacce in stile Br ai giornalisti servi” (“Le Grillate rosse”). Ecco chi erano i 100 mila in piazza San Carlo: brigatisti. Francesco Merlo se ne sta addirittura a Parigi: di lì, armato di un telescopio potentissimo, riesce a vedere e a spiegare agli italiani quel che accade in Italia. Ieri ha scritto su Repubblica che “in Italia c’è sovrapproduzione di informazione” (testuale): ce ne vorrebbe un po’ meno, ecco.

Quanto a Grillo, è “in crisi” (2 milioni di persone in 45 piazze) e “non riesce a far ridere” (strano: ridevano tutti). Poi, citando Alberoni (mica uno qualsiasi: Alberoni), ha sostenuto che “in piazza c’erano umori che non s’identificano con Grillo”. Ecco, Merlo è così bravo che, appollaiato tra Montmartre e gli Champs Elysées, riesce a penetrare la mente e gli umori dei cittadini in piazza a Torino, Milano, Bologna, Roma. E spiega loro che cosa effettivamente pensano. Più che un giornalista, un paragnosta. Finchè potrà contare su fenomeni così, l’informazione in Italia è salva. Di che si lamentano, allora, Grillo e gli italiani?"




permalink | inviato da melgigi il 27/4/2008 alle 22:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
27 aprile 2008
"L'arma segreta"


KENNET83



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26 aprile 2008
25 aprile 1945: nascita di uno Stato


Ieri si è festeggiato il “25 aprile”, giorno dedicato al ricordo della liberazione d’Italia dal regime nazi-fascista ed alla memoria dei partigiani caduti durante la resistenza, non senza le mille polemiche che ogni anno infervorano i protagonisti della politica. Non tanto perché qualcuno non sia d’accordo con i valori associati a questa ricorrenza ma piuttosto perché ha paura che gli si venga dato del comunista.
Eppure il 25 aprile del 1945 non è stato mica il giorno di una storica vittoria comunista!? Anzi, io lo intenderei come il giorno in cui è nato lo Stato italiano. Non me ne vogliano Mazzini e Garibaldi ma non parlo di Stato nel senso letterale del termine, ovvero di un ordinamento giuridico-politico che esercita il potere su un determinato territorio, in quanto se pure i confini territoriali italiani erano stati stabiliti in larga misura sin dal 1861 allora non esisteva ancora quell’identità nazionale (e il fenomeno del brigantaggio ne è stato testimone) che si cercò di costruire mediante un patetico imperialismo ma di cui solo durante la resistenza il popolo italiano prese coscienza.
Certo, qualcuno (lo stesso “qualcuno” che ha paura di essere preso per comunista) pensa che il merito della liberazione d’Italia vada soprattutto agli Stati Uniti e in effetti una grossa mano ce la diedero ma più che altro per le risorse economiche di cui disponevano al contrario dei nostri partigiani e comunque non bisogna pensare che il loro sia stato un gesto di solidarietà, ma andrebbe inteso piuttosto come un “investimento” che, considerando il modo servile con cui oggi ci poniamo nei loro confronti, si può dire che abbia reso i suoi frutti. Inoltre se i meriti della liberazione fossero da attribuire solo all’intervento americano non avremmo avuto una democrazia tanto duratura. Possiamo infatti pensare a quanto è accaduto (e accade) in Iraq in questi anni. Il regime di Saddam è stato fatto cadere dall’intervento USA ma cosa ne è nato? Quale democrazia è stata “esportata”? A quanto pare non si è ottenuto altro che mettere il popolo iracheno al centro di una guerra tra coloro che sfruttando l’ignoranza della gente e il potere della religione (per altro distorta) vogliono impossessarsi del potere e gli yankees, che pur di usufruire dei pozzi di petrolio del posto si ostinano a combattere una guerra che non ha più alcun senso. Ecco, quello che manca all’Iraq sono i partigiani, gente capace di far cadere l’ago della bilancia dalla parte del popolo e di mettere fine a questa guerra. Ma finché gli iracheni non prenderanno coscienza della propria situazione e non decideranno loro di cambiarla diventa del tutto inutile qualsiasi intervento straniero a meno che non si voglia instaurare un nuovo regime, ma a quel punto saremmo da capo. E lo stesso discorso lo potremmo fare per tanti altri territori.
Coloro che fanno parte della generazione “della rete” e che, come me, sono nati molto tempo dopo quel 25 aprile purtroppo non riescono a cogliere perfettamente quello che è stato il suo significato perciò più passa il tempo e più diventa importante valorizzare questa data magari cercando di rapportare quello che è successo in passato a quello che succede oggi in modo da riconoscere analogie e differenze e prendere delle posizioni che tengano nel giusto conto la storia.

Manthix


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permalink | inviato da Manthix il 26/4/2008 alle 14:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
SOCIETA'
25 aprile 2008
V2 DAY

Beppe Grillo è un populista, sboccato,un monologhista che non accetta il contraddittorio, qualcuno lo ha anche definito “assassino ed evasore” (Mastella ndr., poiché si è effettivamente avvalso per due volte dei condoni fiscali di MrB ed si è inoltre trovato coinvolto in un incidente automobilistico in cui alcune persone hanno perso la vita), qualcuno ha notato (Panorama del servo Belpietro ndr) che da quando ha aperto il blog i suoi guadagni sono moltiplicati, come se quelli di mr B da quando è salito al governo fossero diminuiti; comunque, dopo tanto sbraitare, anche dopo tante cazzate dette presenta a tutti noi una proposta di referendum che DOBBIAMO APPOGGIARE, non perchè lo dice Grillo ma perchè sono delle proposte sacrosante, analizziamole:
1- ABOLIZIONE ORDINE DEI GIORNALISTI, ordine presente solo in Italia, retaggio del trentennio fascista, qualcuno mi deve spiegare perchè per scrivere, raccontare, spiegare la realtà o le proprie idee bisogna essere iscritti ad un ordine e seguire i suoi dettami, come a dire “se vuoi parlare, chiedi prima permesso”
2- ABOLIZZIONE DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO ALL'EDITORIA, che costa un miliardo di euro all'anno e permette ai politici di legarsi, con un filo invisibile, ai giornali che vengono così controllati. La stampa deve tagliare ogni legame con la politica, deve dover rispondere solo ai propri lettori e non al potente di turno! E se questo vuol dire il fallimento di alcuni giornali TANTO MEGLIO, nessuno ha bisogno di una informazione serva!
3- ABOLIZIONE DELLA LEGGE GASPARRI, è questa la proposta principe di Grillo, quella che credo possa liberalizzare più di ogni altra l' informazione.
La legge Gasparri è una legge voluta da Mr B per aumentare il proprio potere e la propria ricchiezza e prevede che:

  • come già accadeva in passato con la precedente legge Maccanico,che nessun editore possa controllare più del 20 per cento dei canali nazionali. Fino al 2003 le reti considerate nazionali (capaci di raggiugere col loro segnale l’80 per cento della popolazione) erano dieci: le tre della Rai, due di Mediaset (Rete4 infatti è fuorilegge), La7, Mtv, Tele+bianco, Telemarket e la fantomatica Europa 7, televisione che dovrebbe trasmettere al posto di Rete4. Con la Gasparri, le reti nazionali diventano quindici. Infatti il ministro vara una sorta di condono: restano in vita tutte le emittenti nazionali «ancorché prive di titolo abilitativo». Rientrano così nella partita anche stazioni minori come Rete Mia, Rete A e Rete Capri, fino a quel momento destinate allo spegnimento. Il risultato è semplice: le emittenti nazionali diventano all'improvviso 15 (o molte di più, se consideriamo che verranno considerate tali anche quelle che vanno sul digitale terrestre). E i1 20 per cento di 15 è uguale a tre: Canale5, Italial e Rete4. Quando si dice la combinazione.

  • Il secondo punto riguarda i limiti antitrust per la raccolta pubblicitaria. Qui noi italiani veniamo presi ancor di più per il culo, la legge prevede che il tetto della raccolta pubblicitaria scenda dal precedente 30 % scenda al 20%, ma dov'è il trucco? La legge prevede che il 20 per cento non vada più calcolato sul precedente paniere composto da pubblicità per Mediaset e canone per Rai, ma su uno molto più ampio farlo sulla base del SIC (sistema integrato delle telecomunicazioni) che comprende anche giornali, radio, siti internet, quindi Mediaset, per esempio, non deve rispettare più un limite antitrust calcolato sul valore del mercato radiotelevisivo. Deve farlo sulla base del Sic. Cioè rimanere sotto il 20 per cento delle entrate totali garantite da un contenitore enorme, del quale fanno parte pubblicità nazionale e locale, sponsorizzazioni, televendite, offerte televisive, vendite di beni, produzioni, abbonamenti e molto altro. Il problema è che nessuno sa a quanto esattamente ammonti questo fantomatico, incalcolabile Sic. Per usare quindi le parole di Sartori del Corriere: “La legge Maccanico stabiliva un tetto del 30 per cento del mercato per ciascun operatore. La Gasparri fa scendere al 20 per cento questo tetto, ma (ecco il trucco) amplia a dismisura il paniere delle risorse che lo vanno a determinare. Il 30 per cento di 100 è 30; ma il 20 per cento di 200 è 40. Così Berlusconi si tiene tutto e può anche crescere in pubblicità”

Ecco perciò la necessità di firmare queste proposte di legge che non saranno certamente risolutive, ma possono dare uno scossone all'informazione italiana. Magari l'informazione tornerebbe a parlare dei problemi veri: MAFIA, CAMORRA, NDRANGHETA, TANGENTI, MORTI BIANCHE, CONFLITTO D'INTERESSI, LEGGI VERGOGNA, TIBET, DARFUR, CORRUZIONE, AMBIENTE; non ne possiamo più di una stampa dove sono all'ordine del giorno: vallettopoli, Cogne, Perugia, Knut, allarme aviaria, mozzarella con diossina, sos sicurezza (montato ad hoc per la campagna a sindaco di Roma) e chi più ne ha più ne metta. L'Italia ha bisogno di stampa e di giornalisti liberi, servono più Saviano, Travaglio, Gomez, Capacchione, Stella e meno Vespa, Mentana, Belpietro, Floris, Fede, Mulè, Giordano.


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