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diciamo ciò che pensiamo, liberamente
5 maggio 2008
La libera informazione


Venerdì scorso in molti se la sono presa col giornalista e conduttore Michele Santoro colpevole, secondo qualcuno, di aver messo il Servizio Pubblico Radiotelevisivo al servizio di Beppe Grillo.
Io mi chiedo se veramente le parole di un cittadino che non ricopre alcuna carica istituzionale, che è disposto a prendersi tutta la responsabilità di quello che dice e che tra l’altro in questo periodo sta portando avanti una battaglia che è di interesse pubblico debbano essere censurate (perché stando a quanto ha detto il presidente della RAI Petruccioli proprio una censura ci sarebbe dovuta essere). Sono d’accordo con chi condanna il linguaggio spesso offensivo di Grillo ma questo non significa che si debba impedire che le sue idee, per quanto criticabili, possano essere ascoltate da un pubblico adulto e consapevole. Non sono certo i suoi discorsi a far cambiare idea agli italiani su personaggi come Napolitano e Veronesi e se anche così fosse, non sarebbe certo colpa sua ma degli italiani stessi. E poi, onestamente, non ho sentito quelle ignobili offese di cui si è parlato; sono state mosse delle accuse in un tono assai pungente, ma niente di particolarmente aspro rispetto allo standard a cui Grillo ci ha abituato.
Con questo vorrei spezzare una lancia a favore di Santoro che secondo me ha svolto il suo lavoro di informatore correttamente e senza entrare nel merito con considerazioni personali. Quello che magari avrebbe dovuto imbarazzare un po’ di più sono le offese rivolte da Sgarbi a Travaglio (complimenti a quest’ultimo per l’imperturbabilità), anche se la televisione di oggi ormai ci ha abituato a questi teatrini. Ma comunque anche in questo caso secondo me Santoro non ha colpa; forse avrebbe dovuto prevedere che invitando in trasmissione uno come Sgarbi qualche problema in più l’avrebbe dovuto affrontare, ma essendo un vivace sostenitore della libertà di espressione possiamo capire la sua scelta di averlo in studio. E poi non ce lo vedo Santoro che, come invece fanno altri conduttori, basa le proprie trasmissioni sul litigio-cagnara pur di alzare l’audience di qualche punto percentuale.


P.S. Per la cronaca:
Enzo Biagi, dopo che nel 2001 intervistò sulla RAI Roberto Benigni e Indro Montanelli, i quali si dichiararono apertamente contrari ad un eventuale governo di centrodestra, venne denunciato all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per violazione della par condicio ma fu poi assolto con formula piena. Nel 2002 il neo-presidente del consiglio Silvio Berlusconi dichiarò di augurarsi che la nuova dirigenza RAI non permettesse più un uso criminoso della televisione pubblica come, a suo avviso, era stato fatto da Biagi. Iniziò, a questo punto, una lunga controversia tra il giornalista e la RAI. Prima gli vennero proposti due nuovi orari per la sua trasmissione, 12:30 o 19:50, ma egli rifiutò in quanto il suo era un programma di approfondimento delle notizie del giorno e non avrebbe avuto senso metterlo la mattina o prima che la notizia fosse stata data. Poi, non ricevendo nessuna proposta di rinnovo contrattuale, Biagi iniziò a contrattare con Rai3 ma Baldassarre disse che sarebbe stato “troppo costoso” per la terza rete. Quando poi Biagi si rese disponibile ad una sostanziosa diminuzione dello stipendio Saccà replicò che il programma non poteva essere trasmesso per “esigenze pubblicitarie” e successivamente gli inviò una raccomandata con ricevuta di ritorno in cui sospendeva tutte le trattative dicendo che si sarebbe trovato il tempo più in là per riparlarne. A questo punto Biagi decise di chiudere definitivamente tutte le trattative.

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