.
Annunci online

contracorriente
diciamo ciò che pensiamo, liberamente
SOCIETA'
20 novembre 2008
Dalla padella alla brace

Lo spirito meritocratico che ispira il decreto legge sull'università è nel complesso condivisibile, perché rompe il principio del trattamento uniforme degli atenei e va incontro alle recenti proteste degli studenti. Salvo però contraddire i suoi stessi intenti quando modifica le procedure per la costituzione delle commissioni dei concorsi universitari, introducendo un meccanismo assai complesso, probabilmente inapplicabile e che non dà comunque alcuna garanzia di riuscire a premiare i migliori.” Questa citazione dall'articolo de LA VOCE.info è il riassunto migliore di ciò che penso del decreto legge 180 del 10 novembre a cui aggiungo anche l’inutilità della diversa distribuzione delle risorse alle università più meritevoli finchè il titolo legale sarà equiparato, se un’università è migliore dell’altra allora anche il titolo universitario deve valere di più!!! Tutti sappiamo che chi si laurea alla Bocconi sa più di chi lo fa ad Enna.

Quindi seppur da basi ed idee condivisibili e spesso sacrosante (meritocrazia sia delle università sia dei candidati ai concorsi) si arriva ad un nulla di fatto, all'immobilismo, al solito fumo negli occhi a cui ci ha ormai abituato il buon Silvio.

Se il decreto si dimostra perciò inefficiente ancora peggiori risultano però le proposte fatte dall'Onda studentesca, anch'io ho partecipato alla manifestazione contro i tagli indiscriminati Gelmini-Tremonti (finiamola di chiamarla riforma), ma non per arrivare ad un documento così ridicolo. LINK

Nell’ultimo punto del manifesto dell’Onda si sancisce l’importanza della partecipazione studentesca alla vita universitaria, si ricorda che Il sapere vivo non è riducibile a merce, indubbio.

Anche qui, quindi, principi condivisibili ed anche una buona idea come l’abolizione del 3+2; per molte facoltà una proposta sacrosanta, la sua inutilità è dimostrata dalla parziale retromarcia di giurisprudenza che si è trasformata in un 4+1, ma è pur sempre stato un grande passo in avanti per molti corsi di laurea che hanno visto riconosciuto il proprio valore (vedi lauree in infermieristica, fisioterapia). Quindi ok all'abolizione del 3+2, ma non generalizzato.

Dopo questa iniziale buona proposta il manifesto si sviluppa in una serie di boiate che, qualora non avessi aderito anch'io al movimento di protesta, non avessi condiviso le idee con i miei amici e non avessi visto il vero primum movens delle manifestazioni, mi spingerebbero a considerare dei “fannulloni” tutti i partecipanti (magari anche a dare ragione a Lele).

Ma analizziamo le i tre punti del manifesto:
- Ci siamo ripresi i nostri tempi e i nostri spazi, attraverso blocchi della didattica, scioperi della frequenza, occupazioni delle facoltà, autogestione di aule. Perché i nostri tempi di vita e di formazione sono radicalmente incompatibili con la gabbia dei ritmi che ci stanno imponendo. Il tempo dell'università deve adattarsi al nostro, ne pretendiamo dunque un altro: vogliamo una radicale diminuzione dei ritmi di studio e rifiutiamo l'obbligatorietà della frequenza. Vogliamo studiare con lentezza.
 
Cosa? In un’università dove tra i primi problemi vi è l’eccessivo numero di fuori corso VOI volete studiare con più lentezza? Il tempo dell’università deve adattarsi al nostro? Mai sentito parlare di impegno e fatica? Se è sacrosanta la richiesta di innovazione della didattica per superare metodi ormai paleolitici (come è possibile che chi studia lingue non sia ancora obbligato a fare almeno un anno all’estero e che la medicina sia appresa più sui libri che in corsia?) il problema non è certo il troppo studio, anzi (e se permettete lo dice uno tutti i giorni si rompe il culo!!!). Ci manca solo di proporre il 18 politico.

- Ci stiamo riappropriando di ciò che ci viene tolto. Pratiche diffuse di autoriduzione del pasto in mensa, del costo dei trasporti, dei servizi culturali, degli affitti, occupazione degli enti per il diritto allo studio, diffusione libera dei saperi ostaggio di brevetti e copyright. Nel mercato della formazione, vogliono destinarci a un presente e a un futuro di precarietà. Reclamiamo reddito, servizi e casa, gratuità dell'accesso all'università e alla formazione, rimozione di tutti i blocchi e gli sbarramenti al percorso universitario, abolizione della proprietà intellettuale, moltiplicazione delle borse di studio e dei posti alloggio sganciati da logiche meritocratiche, in opposizione radicale all'attuale Dpcm sul diritto allo studio. E' necessario incentivare i finanziamenti pubblici destinati all'Università e alla Ricerca. Non è pensabile una finanziaria che sottrae fondi all'intero mondo della cultura per destinarli alla guerra. Vogliamo studiare tutte e tutti.
Prima chiedete di studiare con lentezza (quindi meno) e poi volete anche uno stipendio?
Casa gratuita, andare al cinema, al teatro, nei musei gratis e anche l’abolizione delle tasse universitarie? Un massaggino?Gia così è una proposta ridicola, cosa credete che i soldi crescano sugli alberi? Credete che sia il paese dei balocchi? In tempi di crisi il problema è di voler andare al cinema gratis? Ma tutto ciò diviene ancora più grave nell’affermazione seguente: fuori da ogni logica meritocratica?!?!?! Io che studio e mi impegno devo essere trattato come chi scalda semplicemente i banchi? Ma per favore!
E cosa vuol dire abolizione della proprietà intellettuale? Chi fa ricerca e riesce ad arrivare a qualche importante conclusione non deve poter godere degli eventuali benefici? L’antica storia di uno che lavora e dieci che guardano?

-Abbiamo iniziato a costruire un'altra didattica. Incontri, discussioni, convegni, seminari autogestiti, feste, riappropriazione di spazi di socialità e di relazione continuamente negati dalla riforma. La nostra formazione passa innanzitutto attraverso questi momenti. La produzione di saperi e relazioni è per sua stessa natura "anti-economica", non misurabile in unità di tempo e in crediti formativi. Il sapere vivo non è riducibile a merce. È un processo collettivo e cooperativo radicalmente alternativo ai linguaggi e alla logica dell'università-azienda, individualista e competitiva. La parcellizzazione, frammentazione e dequalificazione dei saperi non produce altro che precarizzazione e controllo. Affermiamo l'autogestione e l'autogoverno della didattica e della ricerca, lo scardinamento del sistema dei crediti attraverso pratiche diverse: tanto l'inflazione dei crediti, ossia il riconoscimento di tutte le attività formative e di ricerca autogestite; quanto l'irruzione del sapere critico nei programmi didattici. Vogliamo costruire tutto il nostro sapere.
La formazione passa più per feste, spazi di socialità e seminari autogestiti? Ed io che pensavo che invece fossero più importanti stage (che dovrebbero però essere pagati), tirocini, lezioni frontali, i gruppi di studio, esercitazioni pratiche e la biblioteca, che ingenuo!

Se è vero che l’università non deve essere un azienda per quale motivo dovrebbe restare fuori da logiche di competitività? Quando la LEALE concorrenza è diventato un disvalore e non un opportunità?
E non voglio nemmeno sapere cosa vuol dire autocontrollo della didattica e della ricerca!!!

Nessuna richiesta in merito ai VERI problemi dell’università italiana: baronaggio, clientelismo, carenza di strutture, sperpero di denaro pubblico in corsi di laurea inutili e mille sedi distaccate, mancanza di connessione con il mondo del lavoro, nessun premio meritocratico, didattica paleolitica, discriminazione geografica.

Se quindi il DL gelmini è inutile, arrivo a sperare che il ministro continui sulla sua strada piuttosto che prendere in considerazione i deliri dell’Onda che NON MI RAPPRESENTA e che distrugge la genuinità di un movimento sincero e giustissimo, nato per contrastare tagli indiscriminati e trasformazione delle università in fondazioni schiave di aziende private.

Scusate la lunghezza del post.

MelGigi

OGGI CONSIGLIAMO: Pancho Pardi

sfoglia
ottobre        dicembre

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte

Autori

Manthix
Melgigi


Link consigliati

 




Iniziative

ombre extra parlamentari

Diffondi il progetto Ombre Extraparlamentari, copia il codice:

 







Basta!



passaparola

STOP ALL'USO DEI BAMBINI SOLDATO!





Supporta Ecoogler.com, Il motore di ricerca ecologico



Sostieni Contracorriente

contracorriente


 

 

contracorriente

 

contracorriente

 


directory blog Registra il tuo sito nei motori di ricerca

 

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog