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SOCIETA'
16 giugno 2008
Chi è senza peccato scagli la prima pietra


Questo, a tale proposito, io temo: che per caso tu creda
d'essere iniziato ai fondamenti d'una dottrina empia e d'entrare
nella via della scelleratezza. Mentre per contro assai spesso proprio
essa, la religione, cagionò azioni scellerate ed empie.
Così in Aulide l'altare della vergine Trivia
col sangue d'Ifianassa turpemente macchiarono
gli eletti condottieri dei Danai, il fiore degli eroi.
Appena la benda avvolta attorno alla bella chioma virginea
le scese lungo le guance in due liste uguali,
appena si accorse che il padre stava mesto innanzi all'altare,
e accanto a lui i sacerdoti celavano il ferro,
e il popolo effondeva lacrime alla sua vista,
muta di terrore, piegate le ginocchia, crollava a terra.
Né alla misera in tale frangente poteva giovare
l'aver dato per prima al re il nome di padre.
Ché sollevata dalle mani dei guerrieri e tremante
fu portata all'altare, non già perché, compiuto il rito solenne,
potesse essere accompagnata al suono dello splendido imeneo,
ma perché pura impuramente, nel tempo stesso delle nozze,
cadesse vittima mesta immolata per mano del padre,
e così fosse data alla flotta partenza felice e fausta.
A tali misfatti poté indurre la religione.
[Lucrezio, De rerum natura I, 80]


La sua colpa? Quella di essersi innamorata di un musulmano. Tanto è bastato ai parenti di Aswad, diciassettenne irachena di etnia curda, per lasciare che la comunità yazidi di cui faceva parte potesse tranquillamente torturarla fino alla morte con una pratica diffusa ancora oggi nella legislazione di alcuni Stati islamici: la lapidazione. Un video diffuso su internet qualche giorno fa mostra l’agghiacciante scena in cui alcuni uomini la colpiscono con calci e pugni prima di frantumarle il cranio con una grossa pietra. Alla violenza assistono anche alcuni agenti in divisa e armati della polizia irachena che non muovono un dito per impedire che la ragazzina venga uccisa.
Il fatto si commenta da solo e le immagini dicono più di qualsiasi parola ed è per questo che abbiamo deciso di inserire (in basso) il video citato, perché pensiamo che possa smuovere le coscienze e far aprire gli occhi di fronte ad una realtà che ci circonda, ferma restando la nostra condanna per chi filma certe crudeltà solo per poterne avere un souvenir.
Purtroppo questo non è l’unico caso del genere, quasi una volta ogni mese si sente di persone, soprattutto donne, condannate alla lapidazione. La prossima potrebbe essere quella di Pegah Emambakhsh, iraniana di quarant’anni, lesbica, a cui il Regno Unito non vuole dare asilo e per la quale il ritorno in Iran potrebbe significare la morte.
Non bisogna però pensare che le lapidazioni, così come anche altre pratiche disumane che spesso sono state documentate, siano l’essenza di religioni “barbare” come quella yazidi, appunto, o quella musulmana. In realtà non hanno nulla a che fare con i principi fondamentali di tali religioni, addirittura c’è chi dice che il Corano le condanni apertamente, sono solo “tradizioni” (passatemi il termine) con radici molto lontane, assai diffuse nell’antichità e non solo nella religione islamica, ma anche in quella cristiana ed ebraica, per esempio. La legge biblica punisce con la lapidazione il culto di altre divinità (Deuteronomio 17:2-7), l’incitamento all'idolatria (13:7-11), il sacrificio di bambini a Moloc (Levitico 20:2-5), la profetizzazione in nome di un altro dio (Deuteronomio 13:2-6), la divinazione spiritistica (Levitico 20:27), la bestemmia (Levitico 24:15,16), l’infrazione del sabato (Numeri 15:32-36), l’omicidio tramite un bue (Esodo 21:28-32), l’adulterio (Deuteronomio 22:22,23) e l’insubordinazione ai genitori (Deuteronomio 21:18-21). Dato che la Palestina è una terra sassosa, il linciaggio tramite lapidazione era espressione comune della rabbia popolare (1 Samuele 30:6; 1 Re 12:18). Questo appare diverse volte nel Nuovo Testamento (Matteo 21:35; 23:37; Giovanni 10:31; Atti 14:5) (da Wikipedia).

La differenza tra le religioni occidentali e quelle mediorientali di oggi sta nel fatto che l’Islam (ad esempio) non ha subito in tutti questi anni la contaminazione di teorie umaniste, illuministe e, perché no, sessantottine che invece hanno raccordato molti angoli spigolosi delle religioni nostrane e questo anche perché noi occidentali non abbiamo condiviso le nostre conquiste culturali con i Paesi che rappresentavano per noi solo dei magazzini di approvvigionamento, quindi certe “usanze” si sono potute conservare fino ai giorni nostri intatte e alcuni fanatici ancora le approvano.

Manthix


OGGI CONSIGLIAMO: Nicolas Bourcier


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permalink | inviato da Manthix il 16/6/2008 alle 11:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
politica estera
28 maggio 2008
...e intanto mandiamo i militari!


Negli ultimi anni i governi che si sono succeduti (parlo dell’Italia, nonostante la pecca a cui faccio riferimento riguardi molti altri Paesi) hanno dedicato tempo ed energie ad escogitare stratagemmi militari per combattere il terrorismo ma nessuno ha mai pensato di affrontare il problema interrogandosi sulle sue cause, così come la scienza ci ha insegnato a procedere. Ed ecco che uno spunto per farci ragionare in questo senso ce lo dà l’Organizzazione Internazionale Save the Children che in un rapporto consegnato alle Nazioni Unite intitolato “Nessuno a cui dirlo” ci spiattella in faccia la triste realtà che si nasconde dietro alle missioni di pace, di sicurezza e anche (e soprattutto, pare) a quelle umanitarie.
Nel rapporto, stilato dopo aver effettuato delle ricerche in Costa d’Avorio, Sudan e Haiti, si denunciano stupri, molestie e violenze commesse ai danni di minori tra i 14 e i 15 anni (sono stati registrati anche abusi su bambini di 6 anni) proprio da parte di coloro che sono stati mandati là per aiutarli. Ma la cosa ancora più sconvolgente è che la maggior parte di questi episodi rimane impunita a causa del timore che hanno i bambini di denunciarli. Timore anche condivisibile visto che la loro sopravvivenza è affidata in grande misura agli aiuti che le organizzazioni umanitarie offrono loro.
Chiaramente non è in discussione il ruolo che queste organizzazioni svolgono in quelle zone (la generalizzazione è sempre sbagliata) ma, come chiede anche Save the Children, è di vitale importanza che si prendano delle contromisure per risolvere il problema. In particolare nel rapporto si auspica l’istituzione di una figura di controllo a livello globale che monitori gli sforzi nel contrasto agli abusi e promuova risposte più efficaci in questo senso.
Quello su cui vorrei focalizzare l’attenzione è il fatto che il rapporto “Nessuno a cui dirlo” non è il primo di questo genere. Tempo fa un’altra inchiesta svoltasi in Liberia aveva svelato le stesse brutalità cosi come i dossier sugli stupri di minori in Afghanistan, Iraq ecc… Così mi chiedo: come si pensa di combattere il terrorismo se seminando odio in questo modo non si fa altro che fomentarlo? E’ normale poi che la jihad dei fondamentalisti trovi un terreno fertile nella popolazione visto che le accuse che vengono rivolte all’occidente hanno una corrispondenza nella realtà.

Manthix

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