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POLITICA
5 ottobre 2008
Dittatura-democrazia

Prendo spunto da un articolo del Manifesto di Alberto Asor Rosa e da una riflessione su di esso di Zibaldone2.

L'articolo cerca di confrontare l'era Berlusconiana e il ventennio fascista, una dittatura e una democrazia (almeno così viene definita).

si può comparare una democrazia (quale che sia) a una dittatura, arrivando alla conclusione che la democrazia è peggiore della dittatura?”

Così come Enzo credo sia importante definire cosa si intende per democrazia (forma di governo in cui il potere è retto dal popolo De Mauro) e dittatura (forma di governo autoritario, caratterizzata dalla concentrazione nelle mani di un solo uomo, o di un gruppo ristretto di politici o militari, del potere politico conquistato mediante la sovversione dell’ordine costituzionale e mantenuto per mezzo di sistemi polizieschi De Mauro).

Democrazia è perciò partecipazione, attiva e passiva, alle decisioni del governo; è determinazione di diritti e doveri; è gestione del bene comune da rappresentanze popolari responsabili della cosa pubblica e che dovrebbero alienarsi dai propri interessi; mettere tutti nelle stesse condizioni di partenza e valorizzare le peculiarità, le capacità, le attitudini di ognuno; un sistema imperfetto nel quale vengono garantite le libertà essenziali (informazione, sanità, istruzione, assistenza sociale), il cui obiettivo è il bene comune anche a discapito dell'interesse del singolo o di gruppi.

Dittatura è al contrario un sistema sociale nel quale il potere decisionale è nelle mani di pochi o addirittura di una sola persona, nel quale il popolo è estraneo alle decisioni; non vengono garantite le libertà essenziali; il cui scopo è l'omologazione dell'individuo visto come numero, strumento utile allo stato, alienizzazione dell'individuo; imposizione (spesso con la forza) di decisioni, creazione di cultura ed informazione ad hoc; il male assoluto che non può nemmeno essere giustificato come strumento [di cui dispone] una classe asservita ad un’altra, o [come risposta di] uno Stato in pericolo di aggressione economica e militare da parte di un altro Stato, per difendere le proprie conquiste sociali ed economiche.

Se ciò è vero bisogna dire che in realtà Alberto Asor Rosa non mette in realtà in comparazione una dittatura (il fascismo ndr, non si sa mai qualcuno non capisse) con un sistema che di democratico ha poco ma le cui peculiarità non possono (ancora) farlo rientrare nel calderone delle dittature (il governo Berlusconi); il berlusconismo assicura le libertà essenziali dell'individuo(almeno formalmente), ma cerca di non permetterne lo sviluppo (vedi provvedimenti scuola, informazione); un sistema nel quale il bene comune può essere raggiunto solo qualora non intacchi il bene del singolo al potere; nel quale grandi valori come patria, solidarietà sociale, unità nazionale, sviluppo morale ed intellettuali sono declassati a favore di meno onorevoli profitto e mera crescita economica; l'avversario diviene nemico da annientare (al contrario delle dittature più blasonate non fisicamente ma moralmente, intellettualmente e politicamente); il potere non viene gestito con la forza di milizie ma con forme più subdole ed efficaci; un governo però eletto democraticamente dal popolo sovrano e non auto impostosi, perciò da accettare ma anche da criticare, denunciare ed infastidire.

In presenza di una democrazia compiuta, seppur incompleta, essa risulterebbe perciò sempre vincitrice in un confronto con una qualunque dittatura; è la democra-dittatura berlusconiana che ne risulta sconfitta.

MelGigi

OGGI CONSIGLIAMO: Dagens Nyheter

SOCIETA'
27 agosto 2008
W la squola

Ho frequentato le scuole fino al liceo nel leccese, ora sono a Ferrara e qui ho potuto confrontare la mia preparazione con ragazzi di tutt'Italia, e non ho riscontrato effettivamente alcuna differenza, ci sono quelli con una cultura di base migliore della mia e quelli con una peggiore, senza distinzione geografica, però i dati parlano chiaro, al sud pare che la scuola sia peggiore. A mio avviso però la qualità della scuola che emerge dai quei dati è determinata da due variabili: qualità dei professori e tipologia degli alunni; mentre per quanto concerne la prima sia profondamente convinto che sia uguale in tutta Italia (ma comunque bassa), disagio giovanile, abbandono scolastico, bassa cultura famigliare, maggior povertà e carenze strutturali, invece, sono la causa per la quale gli studenti del sud risultano meno “bravi”.

Non è quindi un problema di scuola del sud o del nord è un problema di differenze sociali, economiche e strutturali.


Da quei dati però emerge anche un altro dato per me molto più importante del primo, la scuola italiana è mediamente inferiore a quella dei paesi più progrediti, ciò invece è da ricondurre alla prima variabile: i professori, oggigiorno sicuramente non più all'altezza dei bisogni: insegnanti svogliati, non riconosciuti, mal pagati e spesso ignoranti che sono bravi qualora promuovano, cattivi se bocciano (chiaramente senza controllare il merito di tali scelte), professori sul cui operato nessuno mette naso, ridotti ormai a babysitter di ragazzini che crescono all'ombra di Maria De Filippi e Grande Fratello, dimenticati da genitori che pensano di comprarsi il loro affetto viziandoli con play station e cellulari, coprendo le loro magagne e non dicendo mai di NO.

Su questo secondo punto sono però pessimista, non credo che la situazione cambierà, questo quadro fa comodo a tutti, agli insegnanti che, ormai rassegnati, si accontentano di scaldare la cattedra, agli alunni che non fanno nulla, al governo che vede crescere una futura classe dirigente di ignoranti; ogni governo ha sempre cercato di plasmare le generazioni future al proprio servizio, succedeva nelle dittature dove però censura e alterazione dei fatti permettevano di avere una buona scuola, salvo per quegli argomenti che avrebbero potuto nuocere al potere; oggigiorno la censura, la modifica dei programmi, il revisionismo (tutti sempre comunque ricercati) sono molto più difficili da applicare, molto meglio non insegnare nulla per avere un domani uomini senza coscienza civile, ignoranti pronti a farsi abbindolare dal potente di turno e ben disposti a passare i propri momenti liberi al centro commerciale piuttosto che in piazza a manifestare.

MelGigi

OGGI CONSIGLIAMO: Marco Travaglio


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permalink | inviato da melgigi il 27/8/2008 alle 14:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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