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POLITICA
8 gennaio 2009
Razzismo strisciante

    Quando i cretini parlano la cosa migliore è "zzare l'anca e pisciare", ma se questi cretini ci governano le cose cambiano.
   Ci avevano già provato a livello nazionale, ora ci provano nel loro territorio, accade così che in Friuli la Lega arrivi a chiedere ai medici di non curare (se non in emergenza) i clandestini ma anzi di denunciarli per poterli rispedirli a casa loro, chiaramente ancora malati.
   Secondo questi luminari, nuovi filosofi del ventunesimo secolo, essere un uomo non basta per avere diritto a delle cure, non si possono spendere soldi per chi "non esiste".
   I medici dovrebbero diventare dei delatori, infrangere quello che è il giuramento di Ippocrate.
   Ma poi, anche l'uomo più razzista dotato di un minimo di cervello (effettivamente è un antitesi) capirebbe che assistere anche i clandestini è nel suo interesse; se corressero il rischio di essere denunciati infatti chiaramente non si presenterebbero più presso i servizi sanitari, nascerebbe quindi una sanità clandestina, magari nelle mani della malavita; per non contare il rischio di epidemie che potrebbero svilupparsi, ma su questo punto il geniale Narduzzi ribatte "Questo è terrorismo mediatico. Epidemie non ce ne sono mai state, al limite il pericolo è quello di attentati", ma dati alla mano si osserva come attentati per mano di clandestini non vi siamo mai stati in Italia e comunque nessun infermo è mai stato arrestato per terrorismo mentre, a causa delle ondate migratorie, ritornano in Italia malattie come la TBC (che non rientra tra quelle che devono essere trattate in emergenza o in urgenza).
Che schifo, e pensare che la sinistra continua ad ammiccare sempre più insistentemente a questi porci leghisti.

MelGigi
OGGI CONSIGLIAMO:
Beppe Severgnini


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permalink | inviato da melgigi il 8/1/2009 alle 9:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
POLITICA
26 maggio 2008
CPT: lager istituzionali


Abbiamo avuto notizia in questi giorni della morte di Hassan Nejl, cittadino marocchino di 36 anni, in un Centro di Permanenza Temporanea di Torino probabilmente a causa di una forma di polmonite fulminante e, si accusa, per la mancanza di un soccorso tempestivo. Non entrerò nel merito visto che sarà la magistratura a chiarire le eventuali responsabilità (fidiamoci) ma l’accaduto mi ha fatto riflettere sulle condizioni di vita di coloro che sono trattenuti in questi centri, spesso denunciate da molte associazioni per la difesa dei diritti umani ma altrettanto spesso ignorate dal mondo politico.
Innanzitutto dobbiamo capire cosa sono questi CPT, costruiti per trattenere gli stranieri in attesa di espulsione ma finiti per essere usati a mo’ di vere e proprie carceri. Un’espulsione, bisogna sapere, non è una pratica facile da compiere. I clandestini spesso non vengono accettati nemmeno dai loro Paesi di provenienza in quanto, non avendo documenti, non possono dimostrare la propria cittadinanza e così sono stati inventati i CPT, per trattenere i clandestini mentre le autorità italiane e straniere trattano il rimpatrio. Per risparmiare tempo e risorse finanziarie, però, si utilizzarono edifici in condizioni di degrado, ristrutturati in modo sbrigativo e in estrema economia. Inoltre la gestione venne affidata tramite gare di appalto poco trasparenti e da ciò si evince la natura affaristica di questi centri.
I problemi che ne derivarono sono quelli che osserviamo oggi. La stessa Corte dei Conti ha riconosciuto che il trattamento dei detenuti è per taluni aspetti peggiore di quello dei detenuti delle strutture carcerarie. Ma una conferma clamorosa delle condizioni inumane in cui sono trattenuti gli stranieri ce l’ha data l’inviato del Corriere della Sera Fabrizio Gatti che, facendosi passare per clandestino rumeno, ha potuto raccontare di un poliziotto che ha obbligato un immigrato a firmare la rinuncia all’avvocato difensore, oltre che di maltrattamenti, percosse e del degrado fisico delle strutture. Altre inchieste hanno dimostrato, poi, che gli internati non vengono neanche informati dei loro diritti e non viene concessa loro la possibilità di incontrare il proprio avvocato. Nel 2005 Amnesty International ha presentato alla stampa un dettagliato rapporto contenente denunce di persone detenute nei CPT e sottoposte ad aggressioni fisiche da parte del personale di sorveglianza ed alla somministrazione massiccia di sedativi e tranquillanti. Inoltre Amnesty ha rivelato che la tensione nei centri è alta, si verificano frequenti proteste, tentativi di fuga e di autolesionismo. I centri sono spesso sovraffollati, con strutture inadeguate, condizioni di vita contrarie alle norme igieniche e cure mediche non soddisfacenti. Si pensi che il Centro di Lampedusa, con una capienza di 190 individui, nel 2005 è arrivato ad ospitarne quasi 600. Questo perché ormai questi centri non vengono utilizzati solo per trattenere gli immigrati irregolari in attesa di espulsione ma anche i richiedenti asilo politico (che secondo la legge dovrebbero stare in strutture specifiche) e gli stranieri che sbarcano sulle coste italiane (che dovrebbero essere sistemati in centri di accoglienza).
Prendendo atto delle difficoltà logistiche di gestione delle espulsioni non credo che questi centri vadano chiusi come alcuni (gli stessi che li hanno voluti aprire) vorrebbero, anche perché non esiste ad oggi un’alternativa, ma se veramente ci riteniamo un Paese civile allora i problemi che sono stati esposti devono essere risolti al più presto.

Manthix

Informazioni tratte dal dossier di Sergio Bontempelli



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permalink | inviato da Manthix il 26/5/2008 alle 23:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
POLITICA
13 maggio 2008
Il decreto Maroni

Di sicuro non è la voglia di fare che manca a questo governo; a pochi giorni dalla propria nascita già si iniziano a sentire i primi decreti e proposte di legge ma andando ad esaminarne con più attenzione i contenuti si scopre inesorabilmente che non si sta facendo altro che confermare il famoso detto “la gatta frettolosa fa i figli ciechi”. In questi ultimi giorni sta facendo un gran discutere il decreto sicurezza del ministro Maroni con cui, tra le altre cose, si vuole introdurre il reato di clandestinità e rimpatriare i cittadini comunitari che non hanno un reddito.
Per quanto riguarda il primo punto si potrebbe anche essere d’accordo se non fosse per un piccolo particolare: la cosiddetta Bossi-Fini. Questa è una legge così imperfetta che negli ultimi anni non ha fatto altro che aumentare il numero di clandestini in Italia e non perché siano aumentati i delinquenti, ma perché rendendo più restrittive le norme che regolano l’ingresso nel nostro Stato molti extracomunitari hanno “tentato la fortuna” entrandovi di nascosto. Si capisce che questo non fa di tutte queste persone dei criminali. Se solo si aprissero le frontiere i nomi di tutti gli stranieri sul nostro territorio figurerebbero negli archivi dello Stato e si avrebbe la “quasi” certezza che i pochi che scelgono la clandestinità abbiano qualcosa da nascondere (e comunque questo non significa essere dei delinquenti) e in questo caso avrebbe senso la loro espulsione, ma non la loro persecuzione giudiziaria a meno che non si appuri che abbiano commesso un reato.
A questo si deve aggiungere che spesso alcuni clandestini trovano un lavoro e diventano idonei ad ottenere un permesso di soggiorno ma preferiscono rimanere clandestini perché “costretti” dal loro datore di lavoro che in questo modo evita di pagare certe tasse e di assicurare loro i diritti di cui gode un regolare lavoratore. E per lo stesso motivo capita anche di trovare stranieri, ma comunitari, che pur di mantenere il loro posto di lavoro si accontentano di lavorare in nero, risultando di conseguenza senza reddito. In queste situazioni non si può criminalizzare chi si ritrova in una condizione di precarietà ed è solo vittima di un ricatto.
Riguardo al rimpatrio dei cittadini comunitari che non hanno un reddito, tra l’altro, c’è una questione che mi ha fatto sorridere… Non era lo Stato a dover garantire un reddito ai cittadini invece che il contrario?

Manthix


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permalink | inviato da Manthix il 13/5/2008 alle 22:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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